Il Blog

Intervista al prof. Andreoletti

In questo articolo mi dedicherò a riportare l’intervista al Prof. Andreoletti, docente di fisica, riguardo all’ambito di alternanza scuola-lavoro e, più in particolare, al progetto “Si può fare”, che egli sta svolgendo con parte della classe 4^ liceo. In breve, l’attività consiste nell’organizzazione di un concorso, ad opera degli studenti di quarta, per gli alunni di prima media. Essi lavoreranno divisi in piccoli gruppi e dovranno portare termine un quesito di “problem solving”: tramite l’utilizzo di un kit di materiali e collaborando tra loro, dovranno costruire un giocattolo che verrà poi giudicato al termine del concorso durante l’evento finale.

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-In generale, cosa pensa dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro?

La considero un’ottima occasione per stabilire un collegamento tra il mondo della scuola e la vita reale, tra l’ambiente scolastico e tutto ciò che non lo è. Infatti essa non riguarda necessariamente “l’ambito lavorativo”, ma la formazione personale. Quindi tutto ciò che concerne le relazioni in famiglia o con gli amici, il divertimento, le passioni, ecc…

– In particolare, qual è la sua opinione riguardo al progetto “Si può fare”?

Si tratta di un’occasione per cimentarsi nell’organizzazione completa e in modo indipendente di un evento. È necessario scovare una buona idea per preparare l’evento, stabilire delle regole, trovare ed entrare in comunicazione con eventuali sponsor, informarsi a fondo sull’attualità prima di poter scegliere coscienziosamente il tema, ecc…  Chi partecipa al progetto dovrà confrontarsi con tutto questo.

-Da dove è nata l’idea per questa esperienza?

Il progetto “Si può fare” nasce da un’idea finlandese, importata in Italia solo nella scuola primaria, sebbene sia una tecnica utilizzata spesso nel mondo del lavoro, ad esempio, per la selezione del personale.

– Quali sono le sue aspettative? Si sente ottimista a riguardo?

 Sicuramente ottimista. Esiste la concreta possibilità di ottenere molto, anche se questo dipende solo dagli studenti.

-C’è qualche rischio/inconveniente che teme maggiormente?

Ci saranno sicuramente degli inconvenienti. D’altro canto, mi aspetto però una pronta risposta per la risoluzione di questi ultimi da parte degli studenti.

-Quali pensa che siano i vantaggi che gli studenti possano trarne?

I vantaggi arriveranno sicuramente sul fronte della comunicazione, poichè i ragazzi dovranno collaborare, affinare le loro capacità di “cooperative learning”, contattare aziende, società, associazioni, ecc… Poi impareranno ad organizzare un evento anche dal punto di vista logistico, uscendo quindi dall’ambito scolastico e dai soliti schemi. Requisiti ormai fondamentali sia per l’accesso alle università che al mondo del lavoro.

 

 

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Quaresima 2018

“Fino a dare la vita per tutti #NessunoEscluso”

Questo è il motto utilizzato dal Movimento Giovanile Salesiano per descrivere il percorso Quaresimale di quest’ anno. L’ M.G.S. attraverso il suo canale You Tube ha iniziato, e sta portando avanti, un progetto riguardante la Quaresima che si può facilmente trovare una volta acceduti alla Playlist.

Il tutto consiste in una raccolta di materiale prodotto in collaborazione con le ispettorie della Lombardia-Emilia, del Triveneto e del Piemonte, per l’animazione della Quaresima. Sono stati dunque  preparati dei testi in commento al Vangelo di ogni giorno; essi aiutano a vivere più profondamente e consapevolmente questo periodo Quaresimale, fornendo numerosi e utili spunti di riflessione.

Qui di seguito riporto un video, presente sul sito

 

 

 

LA GIORNATA DELLE COMPAGNIE

La giornata delle compagnie è un evento organizzato ogni anno dalla scuola salesiana di Don Bosco. Innanzitutto bisogna spiegare cosa sono le “compagnie”; sono gruppi di alunni che decidono di collaborare e di riunirsi più volte per pregare, discutere di vari temi, aiutare i bisognosi e accompagnare in un percorso di riflessione i ragazzi più giovani, in particolare l’istituto ha formato 4 compagnie:

  • la compagnia di San Luigi che raccoglie giovani affascinati dall’aiutare il prossimo. I membri si formano e si preparano sia per servire i più poveri presenti in città che per finanziare attività missionarie estere.
  • la compagnia di Maria Ausiliatrice che riunisce ragazze dalla prima alla quinta superiore per parlare di profonde e importanti tematiche di argomento femminile.
  • la compagnia dei 5 martiri che si occupa dell’accompagnamento vocazionale, nello specifico intende far crescere e maturare i giovani, coinvolgendo la dimensione spirituale e cristiana della loro vita.
  • la compagnia Attilio Giordani che si interessa della animazione dei più piccoli e del loro accompagnamento durante il percorso di crescita.

La giornata delle compagnie perciò è un evento che ha lo scopo di radunare tutte e quattro le compagnie per trascorrere una serata di divertimento e preghiera assieme.

Inoltre si prefigge l’obiettivo di far riflette i membri dei vari gruppi riguardo ai buoni propositi per l’anno appena incominciato e agli errori commessi fino a quel momento sperando di commetterne il meno possibile in futuro.

Quest’ anno si è svolta nella sera del 30 gennaio e il tema scelto per la serata è stato lo sport. Gli alunni si sono perciò vestiti con indumenti che ricordano i vari sport, come il calcio , il tennis o la pallavolo. come da tradizione è stata suddivisa in cinque parti; il ritrovo era previsto per le 18.30 presso l’istituto Don Bosco, gli alunni poi si sono spostarsi verso l’oratorio sant’Afra in vicolo dell’Ortaglia per la cena tenutasi alle 19.30.

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Verso le 21 gli studenti si sono diretti alla Chiesa di San Francesco d’Assisi per la preghiera e per il momento di riflessione in cui i membri delle varie compagnie si sono riuniti per dedicare un momento ai propri patroni. Finito il momento di preghiera alle 22 si è dato inizio al gioco della caccia al tesoro in cui i ragazzi, aiutati dagli ex studenti e da alcuni insegnanti, hanno dovuto portare a termine le richieste che gli erano state affidate. Le richieste effettuate sono state le più disparate e hanno portato gli studenti agirare per la città facendo foto in luoghi particolari o compiendo azioni bizzarre.

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Il gioco è terminato verso le 23 con il ritrovo presso l’istituto scolastico dove è iniziata la parte più divertente della serata, la disco night, dove gli studenti si sono scatenati fino a notte fonda.

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5 Martiri, si riparte!

Come ormai da cinque anni, le diverse Compagnie del “Don Bosco” accompagnano gli studenti durante l’anno scolastico. Per i meno attenti saranno solo attività, mentre i veterani sanno che sono base immancabile dello sviluppo di uno stile di vita Cristiano e Salesiano attraverso l’applicazione del motto: ”bravi cristiani e onesti cittadini”.

La prima Compagnia a riprendere il percorso è quella “dei 5 martiri” che si prefissano, come ogni anno, di essere testimoni…SEMPRE!

Ogni anno sono affrontati due, tre temi fondamentali. L’anno scorso, poiché ne ricorreva il centesimo anniversario, abbiamo trattato i temi dell’apparizione della Madonna a Fatima, “vs” la riforma Luterana, che ha compiuto i primi 500 anni. Abbiamo anche approfondito alcune parti della Santa Messa. Quest’anno invece le nostre guide hanno deciso di incentrare l’anno sulla Chiesa, in particolare su due aspetti, Maria, Madre della Chiesa e il battesimo: ingresso di ogni cristiano nella Chiesa.

Come negli anni passati, anche in questo si è vista una crescita esponenziale nel numero di presenze da parte dei ragazzi, che hanno raggiunto le cinque decadi, grazie alla partecipazione delle prime e del CFP, che si approccia per la prima volta a questa Compagnia.  New entry sono i professori: Platto per il liceo e Rubagotti per l’istituto tecnico, che per primi, si sono voluti fare partecipi dello stile Salesiano e hanno aderito con grande entusiasmo a questo incontro.

L’incontro si è svolto in due luoghi fondamentali: l’istituto e il Duomo vecchio di Brescia. Qui, dopo una parte introduttiva plenaria, ci siamo divisi in tre gruppi :GRado (prima e seconda superiore), GXG (terza e quarta superiore) e CFP,  con laboratori e riflessioni personalizzati a seconda dell’età.

Terminato questo primo momento siamo tornati verso l’istituto, dove abbiamo potuto giocare insieme. Poi sono continuati i laboratori che si sono conclusi con i vespri che, a loro volta, hanno sancito l’inizio della cena, un momento di vera fratellanza. Successivamente c’è stato un altro momento di ricreazione, terminato il quale l’incontro  è volto al termine con un breve, ma intenso, momento di adorazione; fondamentale per riflettere sui laboratori appena svolti, fare propositi e ringraziare il Santissimo Sacramento per la giornata appena trascorsa.

M. Pintossi

 

WOOD GENERATION

Mentre la città di Brescia si riempie di lettori che rievocano gli anni e i gusti del ’68, di quella Beat Generation che Kerouak ed Allen, per citare due autori su tutti, hanno reso affascinante e colta, i nostri ragazzi hanno scelto di lanciarsi in un’impresa parallela.

Per tre serate cinque giovani dei nostri settori – liceo, istituto tecnico e centro di formazione professionale – si esibiranno in performance di poesia e musica dal vivo presso la nuova libreria Mondadori Bookstore di corso Palestro.

Vi aspettiamo per condividere l’ebbrezza di essere Wood Generation, la generazione del (don) Bosco (Wood).

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LA FAMIGLIA PERFETTA NON ESISTE

L’educazione nasce in famiglia, è un dato certo: non è chiaro invece attraverso quali meccanismi diventa “buona” o “cattiva”.

Una recente indagine dell’Università del Michigan ha confermato che l’esito dell’educazione impartita in famiglia dipenda soprattutto da come vengono gestiti conflitti, litigi, discussioni.

Lo stesso studio elenca anche le principali cause di questi scontri: l’educazione dei figli (se ci sono), la gestione dei soldi (se ci sono), quanto tempo passare insieme, quanto è grave dimenticarsi anniversari e compleanni, la scarsa comunicazione, la gestione della casa (ordine, spazi), e via di seguito.

Non c’era certo bisogno di scomodare degli studiosi americani per sapere che spesso gli uomini si dimenticano delle ricorrenze e che parlare è una delle attività favorite dalle donne e una delle più temute o detestate dagli uomini, oppure che l’ordine è un concetto del tutto relativo, soprattutto se si parla della cameretta dei figli.

Tuttavia lo studio dimostra alcune cose interessanti:

  • le cause dei conflitti in famiglia sono le stesse quasi ovunque nei paesi occidentali: ciò significa che è del tutto normale, anzi statisticamente probabile, che ognuno di noi incappi in contrasti simili a quelli visti sopra
  • il conflitto è una tappa obbligatoria nelle relazioni familiari, un passo inevitabile, una croce che i futuri genitori si caricano in spalla forse già al primo bacio da innamorati
  • dato che una buona educazione nasce dal sapere affrontare positivamente le difficoltà, il discorso vale per ogni modello di famiglia, da quella patriarcale di inizio ‘900 fino a quella allargata dei nostri giorni; anche queste nuove forme funzioneranno se sarà curata la relazione tra i singoli

Già Papa Francesco ricorda, nel suo solito stile schietto e incisivo, che “non esiste la famiglia perfetta, non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilità, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva“. E ancora: “Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono“.

In conclusione, non allarmiamoci troppo se un bambino dice le bugie ai genitori, parlarne e perdonarlo  renderà il piccolo un futuro onesto cittadino; non spaventiamoci nemmeno dei conflitti nella coppia, serviranno a comprendere meglio i propri desideri e i bisogni dell’altro. Dopotutto, la famiglia perfetta non esiste!

prof. Federico Andreoletti

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Nuova aula studio per UNIVERSITARI

Cari amici, vi informiamo con piacere della nuova AULA STUDIO che l’Istituto mette a disposizione gratuitamente per gli universitari EX-ALLIEVI. Si tratta di uno spazio adatto a una quindicina di studenti, cui si può accedere passando dalla portineria, limitandosi a darne avviso informativo al Catechista delle superiori.

Ci auguriamo che questo luogo divenga occasione di incontro e progettazione per ricche iniziative future.

Quaresima 2017-li amò sino alla fine

Oggi entriamo nella prima settimana di Quaresima, il periodo iniziato mercoledì scorso che ci prepara alla Pasqua del Signore, che quest’anno cade il 16 aprile. Quaranta giorni in cui siamo chiamati a prepararci a vivere il mistero della morte e resurrezione di Gesù, attraverso piccole rinunce e riflessioni.
Il Movimento Giovanile Salesiano di Lombardia ed Emilia Romagna ha preparato, grazie ai ragazzi del corso video, un percorso dal titolo “Li amò sino alla fine”. Per ogni giorno vi è un video con un breve commento al Vangelo del giorno. Ecco il video di oggi:

ALESSANDRO D’AVENIA SU SCUOLA,CULTURA E GIOVANI

“Il problema non è fare una scuola divertente, è fare una scuola interessante”.

Così parla Alessandro D’Avenia, giovane insegnante e scrittore di ormai quattro libri, riguardo ciò che deve essere realmente la scuola per i ragazzi.

Quanti giovani, oggi, si alzano in modo svogliato dal letto, con il terribile pensiero di dover affrontare l’ennesimo giorno di scuola, spesso con professori che hanno perso la vera vocazione all’insegnamento o che entrando in classe e sedendosi leggono un giornale, dando poca importanza alle persone che hanno di fronte. Quindi, come mai ci si chiede ancora il motivo per cui i ragazzi sembrano delle mummie viventi nelle ore scolastiche, facendosi quasi passare per alunni senza interesse? Continua a leggere “ALESSANDRO D’AVENIA SU SCUOLA,CULTURA E GIOVANI”

INTERVISTA AL PROFESSOR PAOLETTI

Quest’oggi la rubrica si aggiorna incontrando il prof. Paoletti, Architetto e docente di Storia dell’Arte e disegno geometrico al Liceo. E’ arrivato quest’anno nella nostra scuola, per questo sarebbe interessante ripercorrere brevemente le sue esperienze precedenti.

  • Professore, come mai ha deciso di insegnare in una scuola paritaria salesiana?

Innanzitutto bisogna specificare che precedentemente ho insegnato in una scuola pubblica, e devo dire che è stata un’esperienza tutt’altro che positiva: questo per via del rapporto pessimo instauratosi tra i colleghi, spesso accompagnato da litigi che coinvolgevano anche gli alunni stessi. Non si era quindi creato un ambiente ottimale, né tra i miei colleghi né con gli studenti, che mi permettesse di esprimere il mio metodo di insegnamento. Successivamente ho insegnato nelle scuole private dove però vigeva spesso il compromesso “pago per essere promosso”, compromesso che non ho trovato nell’ambiente salesiano, nel quale l’educazione del giovane è fondamentale per la vita.

  • Secondo lei l’arte moderna può conciliarsi con le esigenze rappresentative della chiesa?

Diciamo che la chiesa ha sempre avuto dei canoni artistici e musicali precisi nel corso del tempo. Nonostante ciò bisogna dire che pur possedendo una certa divisione artistica, la chiesa si è dimostrata aperta agli artisti contemporanei. E’ bene sottolineare che i metodi rappresentativi di questo secolo sono ben diversi da quelli dell’arte sacra medievale e cinquecentesca e che oggi si utilizza principalmente la fotografia e i filmati. Uno stile di pittura moderno utilizza modalità meno rigide e stabili per essere collocato all’interno di una chiesa o di una cappella. Diverso è per l’architettura, dove possiamo ritrovare molti esempi anche in Italia: basta guardare la basilica di Meyer a Roma per il giubileo del 2000. In definitiva le due cose possono a mio parere coesistere, in quanto sarebbe sbagliato utilizzare un tipo di arte appartenente a una società o a un periodo diverso da quello attuale.

  • Se lei dovesse descrivere l’anno 2016/2017 con un’immagine, cosa sceglierebbe?

Penso che le immagini più appropriate siano le opere di Banksy e J-R: il primo è un writer inglese che lascia messaggi molto forti sui muri. Sono infatti moltissimi i disegni ironici e spesso provocatori da lui realizzati sul muro che divide il confine tra Palestina e Israele, che spesso noi guardiamo con un sorriso amaro ma che ci porta a riflettere sulle azioni dell’uomo. J-R ha fatto una cosa simile, stampando le foto di alcuni israeliani sorridenti e incollandoli sul lato palestinese e viceversa, questo perché forse i due popoli non potranno mai vedersi in faccia. Attualmente queste immagini simboleggiano una presa in giro dei potenti ( come Trump) per sottolineare quanto sia ridicolo il fatto che un muro possa dividere due nazioni vicine consapevoli della loro diversità.