Quaresima 2018

“Fino a dare la vita per tutti #NessunoEscluso”

Questo è il motto utilizzato dal Movimento Giovanile Salesiano per descrivere il percorso Quaresimale di quest’ anno. L’ M.G.S. attraverso il suo canale You Tube ha iniziato, e sta portando avanti, un progetto riguardante la Quaresima che si può facilmente trovare una volta acceduti alla Playlist.

Il tutto consiste in una raccolta di materiale prodotto in collaborazione con le ispettorie della Lombardia-Emilia, del Triveneto e del Piemonte, per l’animazione della Quaresima. Sono stati dunque  preparati dei testi in commento al Vangelo di ogni giorno; essi aiutano a vivere più profondamente e consapevolmente questo periodo Quaresimale, fornendo numerosi e utili spunti di riflessione.

Qui di seguito riporto un video, presente sul sito

 

 

 

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LA GIORNATA DELLE COMPAGNIE

La giornata delle compagnie è un evento organizzato ogni anno dalla scuola salesiana di Don Bosco. Innanzitutto bisogna spiegare cosa sono le “compagnie”; sono gruppi di alunni che decidono di collaborare e di riunirsi più volte per pregare, discutere di vari temi, aiutare i bisognosi e accompagnare in un percorso di riflessione i ragazzi più giovani, in particolare l’istituto ha formato 4 compagnie:

  • la compagnia di San Luigi che raccoglie giovani affascinati dall’aiutare il prossimo. I membri si formano e si preparano sia per servire i più poveri presenti in città che per finanziare attività missionarie estere.
  • la compagnia di Maria Ausiliatrice che riunisce ragazze dalla prima alla quinta superiore per parlare di profonde e importanti tematiche di argomento femminile.
  • la compagnia dei 5 martiri che si occupa dell’accompagnamento vocazionale, nello specifico intende far crescere e maturare i giovani, coinvolgendo la dimensione spirituale e cristiana della loro vita.
  • la compagnia Attilio Giordani che si interessa della animazione dei più piccoli e del loro accompagnamento durante il percorso di crescita.

La giornata delle compagnie perciò è un evento che ha lo scopo di radunare tutte e quattro le compagnie per trascorrere una serata di divertimento e preghiera assieme.

Inoltre si prefigge l’obiettivo di far riflette i membri dei vari gruppi riguardo ai buoni propositi per l’anno appena incominciato e agli errori commessi fino a quel momento sperando di commetterne il meno possibile in futuro.

Quest’ anno si è svolta nella sera del 30 gennaio e il tema scelto per la serata è stato lo sport. Gli alunni si sono perciò vestiti con indumenti che ricordano i vari sport, come il calcio , il tennis o la pallavolo. come da tradizione è stata suddivisa in cinque parti; il ritrovo era previsto per le 18.30 presso l’istituto Don Bosco, gli alunni poi si sono spostarsi verso l’oratorio sant’Afra in vicolo dell’Ortaglia per la cena tenutasi alle 19.30.

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Verso le 21 gli studenti si sono diretti alla Chiesa di San Francesco d’Assisi per la preghiera e per il momento di riflessione in cui i membri delle varie compagnie si sono riuniti per dedicare un momento ai propri patroni. Finito il momento di preghiera alle 22 si è dato inizio al gioco della caccia al tesoro in cui i ragazzi, aiutati dagli ex studenti e da alcuni insegnanti, hanno dovuto portare a termine le richieste che gli erano state affidate. Le richieste effettuate sono state le più disparate e hanno portato gli studenti agirare per la città facendo foto in luoghi particolari o compiendo azioni bizzarre.

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Il gioco è terminato verso le 23 con il ritrovo presso l’istituto scolastico dove è iniziata la parte più divertente della serata, la disco night, dove gli studenti si sono scatenati fino a notte fonda.

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Quaresima 2017-li amò sino alla fine

Oggi entriamo nella prima settimana di Quaresima, il periodo iniziato mercoledì scorso che ci prepara alla Pasqua del Signore, che quest’anno cade il 16 aprile. Quaranta giorni in cui siamo chiamati a prepararci a vivere il mistero della morte e resurrezione di Gesù, attraverso piccole rinunce e riflessioni.
Il Movimento Giovanile Salesiano di Lombardia ed Emilia Romagna ha preparato, grazie ai ragazzi del corso video, un percorso dal titolo “Li amò sino alla fine”. Per ogni giorno vi è un video con un breve commento al Vangelo del giorno. Ecco il video di oggi:

ALESSANDRO D’AVENIA SU SCUOLA,CULTURA E GIOVANI

“Il problema non è fare una scuola divertente, è fare una scuola interessante”.

Così parla Alessandro D’Avenia, giovane insegnante e scrittore di ormai quattro libri, riguardo ciò che deve essere realmente la scuola per i ragazzi.

Quanti giovani, oggi, si alzano in modo svogliato dal letto, con il terribile pensiero di dover affrontare l’ennesimo giorno di scuola, spesso con professori che hanno perso la vera vocazione all’insegnamento o che entrando in classe e sedendosi leggono un giornale, dando poca importanza alle persone che hanno di fronte. Quindi, come mai ci si chiede ancora il motivo per cui i ragazzi sembrano delle mummie viventi nelle ore scolastiche, facendosi quasi passare per alunni senza interesse? Continua a leggere “ALESSANDRO D’AVENIA SU SCUOLA,CULTURA E GIOVANI”

INTERVISTA AL PROFESSOR PAOLETTI

Quest’oggi la rubrica si aggiorna incontrando il prof. Paoletti, Architetto e docente di Storia dell’Arte e disegno geometrico al Liceo. E’ arrivato quest’anno nella nostra scuola, per questo sarebbe interessante ripercorrere brevemente le sue esperienze precedenti.

  • Professore, come mai ha deciso di insegnare in una scuola paritaria salesiana?

Innanzitutto bisogna specificare che precedentemente ho insegnato in una scuola pubblica, e devo dire che è stata un’esperienza tutt’altro che positiva: questo per via del rapporto pessimo instauratosi tra i colleghi, spesso accompagnato da litigi che coinvolgevano anche gli alunni stessi. Non si era quindi creato un ambiente ottimale, né tra i miei colleghi né con gli studenti, che mi permettesse di esprimere il mio metodo di insegnamento. Successivamente ho insegnato nelle scuole private dove però vigeva spesso il compromesso “pago per essere promosso”, compromesso che non ho trovato nell’ambiente salesiano, nel quale l’educazione del giovane è fondamentale per la vita.

  • Secondo lei l’arte moderna può conciliarsi con le esigenze rappresentative della chiesa?

Diciamo che la chiesa ha sempre avuto dei canoni artistici e musicali precisi nel corso del tempo. Nonostante ciò bisogna dire che pur possedendo una certa divisione artistica, la chiesa si è dimostrata aperta agli artisti contemporanei. E’ bene sottolineare che i metodi rappresentativi di questo secolo sono ben diversi da quelli dell’arte sacra medievale e cinquecentesca e che oggi si utilizza principalmente la fotografia e i filmati. Uno stile di pittura moderno utilizza modalità meno rigide e stabili per essere collocato all’interno di una chiesa o di una cappella. Diverso è per l’architettura, dove possiamo ritrovare molti esempi anche in Italia: basta guardare la basilica di Meyer a Roma per il giubileo del 2000. In definitiva le due cose possono a mio parere coesistere, in quanto sarebbe sbagliato utilizzare un tipo di arte appartenente a una società o a un periodo diverso da quello attuale.

  • Se lei dovesse descrivere l’anno 2016/2017 con un’immagine, cosa sceglierebbe?

Penso che le immagini più appropriate siano le opere di Banksy e J-R: il primo è un writer inglese che lascia messaggi molto forti sui muri. Sono infatti moltissimi i disegni ironici e spesso provocatori da lui realizzati sul muro che divide il confine tra Palestina e Israele, che spesso noi guardiamo con un sorriso amaro ma che ci porta a riflettere sulle azioni dell’uomo. J-R ha fatto una cosa simile, stampando le foto di alcuni israeliani sorridenti e incollandoli sul lato palestinese e viceversa, questo perché forse i due popoli non potranno mai vedersi in faccia. Attualmente queste immagini simboleggiano una presa in giro dei potenti ( come Trump) per sottolineare quanto sia ridicolo il fatto che un muro possa dividere due nazioni vicine consapevoli della loro diversità.

 

 

Residenziale quarte

Durante la terza settimana di Gennaio , io e alcuni compagni, accompagnati dall’educatore Paolo Foschetti, abbiamo vissuto l’avventura della settimana residenziale.
Questa esperienza consisteva nel vivere all’interno dell’ambiente scolastico per 5 giorni, alternando momenti di studio con svago e preghiera.
Insieme al catechista Don Marco Begato abbiamo avuto la possibilità di integrarci all’interno della comunità salesiana avendo l’onore di conoscere meglio persone che incontriamo quotidianamente presso il nostro istituto.Cattura.PNG
Al nostro arrivo, dopo un’impegnativa giornata scolastica, siamo stati accolti con una sostanziosa merenda e, in seguito al nostro ristoro e a un momento di studio, ci siamo recati nella cappellina per pronunciare i vespri serali. La nostra giornata si è conclusa con un’ottima cena e una salutare partita a pallone.
Il giorno iniziava sempre con la Santa Messa e prima di iniziare le nostre lezioni facevamo il carico di energie con la colazione .
Mercoledì sera ci siamo recati presso il cinema Sociale di Brescia per vedere  ‘Silence’, un film che parla dei disperati viaggi dei padri Gesuiti in Giappone nel 1566 che avevano lo scopo di far fiorire la religione cristiana in una terra in cui i cristiani venivano perseguitati e massacrati.
Il film ha tenuto impegnate le nostre menti e abbiamo avuto modo di riflettere sulla nostra fede, un argomento molto trattato durante la nostra settimana. Inoltre, attraverso due incontri di formazione con il catechista, abbiamo trattato alcuni temi fondamentali per costruire la nostra regola di vita ideale.
Durante la nostra ultima sera insieme , siamo stati accompagnati presso la birreria Xender e con i consigli del mastro birraio Begato, abbiamo assaporato una gustosa birra.
A livello personale questa settimana  è servita molto per rinnovare la mia fede ed è stato molto formativo per me condividere i miei pensieri con i salesiani che si sono rivelati  molto sapienti e disponibili.

Migliorati Isacco

INTERVISTA AL DIRETTORE

Approfittando di un ritaglio del suo poco tempo libero, siamo riusciti a intervistare Don Emanuele Cucchi, il nuovo direttore della nostra casa salesiana, peraltro di origini bresciane! È infatti nato a Chiari e prima di arrivare nella nostra città ha ricoperto l’incarico a Treviglio e a Forlì.

  • Cosa significa per lei essere direttore di una casa salesiana?

Beh è sicuramente un grande privilegio e un grande onore, ma ciò comporta anche grandi responsabilità non solo all’interno della casa ma sulla vita stessa e sull’educazione dei giovani! Essere direttore significa appunto “indicare la direzione” da scegliere per proseguire nel proprio cammino, ed essere quindi un punto di riferimento per tutti.

  • Una domanda un po’ particolare: come sarà secondo lei il 2017 per i Salesiani in generale?

Diciamo che per i Salesiani nel mondo non posso dare una risposta sicura, in quanto non conosco la situazione perfettamente. Per quel che riguarda l’Italia bisogna dire che i Salesiani hanno sempre dei compiti e degli obbiettivi commisurati alle esigenze dei giovani, ma in questi anni saranno a mio avviso molto più impegnativi e difficili: mi spiace infatti affermare che i giovani sono una categoria spesso dimenticata, abbandonata a sè stessa e talvolta anche considerata perduta. Basta guardare il tasso di disoccupazione giovanile che è sempre in crescita e lo stato non sembra agevolare la situazione. La sfida dei Salesiani è dunque proprio quella di costruire delle solide basi di speranza e preparazione, sia materiale che spirituale, perché i giovani possano affrontare con ottimismo e audacia il futuro.

  • “L’educazione è cosa del cuore”. Commenti a suo piacimento questa frase.

Questa rappresenta sicuramente una delle frasi più significative della vita Salesiana. Infatti senza una relazione di scambio e confronto su temi profondi tra un Salesiano e un giovane non può nemmeno esistere un cammino educativo. La cosa che veramente ci differenzia dal resto degli educatori è che in questa relazione ci si conosce veramente e il salesiano è in grado di entrare nella vita di un giovane (spesso si tratta anche di situazioni delicate) e mettere a disposizione tutto il suo affetto per aiutarlo. Sono questi i veri valori per cui un salesiano deve farsi stimare dai ragazzi! Don Bosco diceva infatti: “non ho più il mio cuore ce l’avete voi”, proprio per sottolineare questo importante aspetto.

 

Gio Pro: il manuale per i giovani

Il Giovane Provveduto è uno scritto di don Bosco la cui prima edizione risale al 1847, in cui il Santo mette le nuove generazioni in guardia dai peccati e illustra concretamente come fuggire a essi. Si tratta in sostanza di un manuale di vita cristiana rivolto a coloro a cui don Bosco ha dedicato l’intera sua vita: i giovani.

Di recente è stata edita una rivisitazione del Giovane Provveduto, si tratta del Gio Pro (link all’articolo MGS), che racchiude al suo interno l’essenza del manuale di don Bosco corredato da altri contenuti.

Il Gio Pro è quindi un utile strumento che va a beneficio di noi figli di don Bosco e ci accompagna nel nostro cammino spirituale verso il Paradiso.

S.V.S. 2017: QUESTA È LA MIA CASA (pt.2)

Siamo entrati nel vivo della Settimana Vocazionale Salesiana, iniziata ieri e che termina il 31 gennaio con la festa di don Bosco.

Per meglio introdurci nel clima della Settimana, l’MGS ci propone una serie di otto video , di cui due improntati su temi specifici (Il Signore abita questa casa e Vocazione è…) e sei che raccontano l’esperienza delle Case Salesiane attraverso chi le vive ogni giorno.

Ecco di seguito la testimonianza di Paolo Polizzi:

S.V.S. 2017: QUESTA È LA MIA CASA (pt.1)

Inizia domani la Settimana Vocazionale Salesiana, un’occasione da non lasciarsi sfuggire per conoscere più a fondo la spiritualità salesiana e le realtà che hanno don Bosco come guida. Il Movimento Giovanile Salesiano della Lombardia ed Emilia Romagna, nell’articolo di lancio della Settimana Vocazionale, riporta il seguente brano, tratto dall’opera di Pietro Brocardo “Profondamente uomo profondamente santo”:

Arrivati al cancello, prima di attraversare un cortile, ha chiamato forte: – Mamma, venite un po’ qui. Venite a vedere chi c’è. Ha gridato proprio così, facendo festa come quando arriva un parente o un figlio. Poi ha chiamato Domenico. In quel preciso momento io ho conosciuto mamma Margherita e Domenico Savio, che aveva la mia stessa età e che era arrivato lì tre o quattro settimane prima di me. Da quel momento l’Oratorio è diventato casa mia e don Bosco è diventato mio padre.

La Settimana ha quindi lo scopo di aiutarci a riscoprire la nostra appartenenza alla grande Opera del nostro Fondatore, che ci accoglie paternamente presso di sé.

Vocazione è un termine che non si riferisce solamente alla dimensione religiosa, ma ha un’accezione ben più ampia. Vocazione è la passione, sono gli interessi che ciascuno di noi coltiva in vista del futuro. Tutti noi siamo chiamati a compiere delle scelte e a portarle avanti con determinazione.

Non è da sottostimare però la crisi di vocazioni religiose che da tempo sta colpendo la Chiesa Cattolica soprattutto in Europa: è sotto gli occhi di tutti il fatto che sono sempre meno coloro che scelgono di consacrare la propria vita al Signore e al servizio degli altri. Questo succede perché viviamo in una società incapace di credere e che preferisce fare affidamento sulle effimere cose materiali piuttosto che cogliere il messaggio cristiano di redenzione. Cogliamo quindi l’occasione per meditare sulle scelte della nostra vita, oltre che per riscoprire la nostra appartenenza alla Casa di don Bosco.