5 Martiri, si riparte!

Come ormai da cinque anni, le diverse Compagnie del “Don Bosco” accompagnano gli studenti durante l’anno scolastico. Per i meno attenti saranno solo attività, mentre i veterani sanno che sono base immancabile dello sviluppo di uno stile di vita Cristiano e Salesiano attraverso l’applicazione del motto: ”bravi cristiani e onesti cittadini”.

La prima Compagnia a riprendere il percorso è quella “dei 5 martiri” che si prefissano, come ogni anno, di essere testimoni…SEMPRE!

Ogni anno sono affrontati due, tre temi fondamentali. L’anno scorso, poiché ne ricorreva il centesimo anniversario, abbiamo trattato i temi dell’apparizione della Madonna a Fatima, “vs” la riforma Luterana, che ha compiuto i primi 500 anni. Abbiamo anche approfondito alcune parti della Santa Messa. Quest’anno invece le nostre guide hanno deciso di incentrare l’anno sulla Chiesa, in particolare su due aspetti, Maria, Madre della Chiesa e il battesimo: ingresso di ogni cristiano nella Chiesa.

Come negli anni passati, anche in questo si è vista una crescita esponenziale nel numero di presenze da parte dei ragazzi, che hanno raggiunto le cinque decadi, grazie alla partecipazione delle prime e del CFP, che si approccia per la prima volta a questa Compagnia.  New entry sono i professori: Platto per il liceo e Rubagotti per l’istituto tecnico, che per primi, si sono voluti fare partecipi dello stile Salesiano e hanno aderito con grande entusiasmo a questo incontro.

L’incontro si è svolto in due luoghi fondamentali: l’istituto e il Duomo vecchio di Brescia. Qui, dopo una parte introduttiva plenaria, ci siamo divisi in tre gruppi :GRado (prima e seconda superiore), GXG (terza e quarta superiore) e CFP,  con laboratori e riflessioni personalizzati a seconda dell’età.

Terminato questo primo momento siamo tornati verso l’istituto, dove abbiamo potuto giocare insieme. Poi sono continuati i laboratori che si sono conclusi con i vespri che, a loro volta, hanno sancito l’inizio della cena, un momento di vera fratellanza. Successivamente c’è stato un altro momento di ricreazione, terminato il quale l’incontro  è volto al termine con un breve, ma intenso, momento di adorazione; fondamentale per riflettere sui laboratori appena svolti, fare propositi e ringraziare il Santissimo Sacramento per la giornata appena trascorsa.

M. Pintossi

 

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LA FAMIGLIA PERFETTA NON ESISTE

L’educazione nasce in famiglia, è un dato certo: non è chiaro invece attraverso quali meccanismi diventa “buona” o “cattiva”.

Una recente indagine dell’Università del Michigan ha confermato che l’esito dell’educazione impartita in famiglia dipenda soprattutto da come vengono gestiti conflitti, litigi, discussioni.

Lo stesso studio elenca anche le principali cause di questi scontri: l’educazione dei figli (se ci sono), la gestione dei soldi (se ci sono), quanto tempo passare insieme, quanto è grave dimenticarsi anniversari e compleanni, la scarsa comunicazione, la gestione della casa (ordine, spazi), e via di seguito.

Non c’era certo bisogno di scomodare degli studiosi americani per sapere che spesso gli uomini si dimenticano delle ricorrenze e che parlare è una delle attività favorite dalle donne e una delle più temute o detestate dagli uomini, oppure che l’ordine è un concetto del tutto relativo, soprattutto se si parla della cameretta dei figli.

Tuttavia lo studio dimostra alcune cose interessanti:

  • le cause dei conflitti in famiglia sono le stesse quasi ovunque nei paesi occidentali: ciò significa che è del tutto normale, anzi statisticamente probabile, che ognuno di noi incappi in contrasti simili a quelli visti sopra
  • il conflitto è una tappa obbligatoria nelle relazioni familiari, un passo inevitabile, una croce che i futuri genitori si caricano in spalla forse già al primo bacio da innamorati
  • dato che una buona educazione nasce dal sapere affrontare positivamente le difficoltà, il discorso vale per ogni modello di famiglia, da quella patriarcale di inizio ‘900 fino a quella allargata dei nostri giorni; anche queste nuove forme funzioneranno se sarà curata la relazione tra i singoli

Già Papa Francesco ricorda, nel suo solito stile schietto e incisivo, che “non esiste la famiglia perfetta, non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilità, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva“. E ancora: “Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono“.

In conclusione, non allarmiamoci troppo se un bambino dice le bugie ai genitori, parlarne e perdonarlo  renderà il piccolo un futuro onesto cittadino; non spaventiamoci nemmeno dei conflitti nella coppia, serviranno a comprendere meglio i propri desideri e i bisogni dell’altro. Dopotutto, la famiglia perfetta non esiste!

prof. Federico Andreoletti

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